29 aprile 2012
giorni da incubo - seconda parte
Dov'ero arrivata? Ah sì, sono scappata...
Mi metto a correre a più che posso fino a quando zampette e fiato mi reggono. Mi guardo intorno: ohhhh, che meraviglia! Non ho mai visto niente di così immenso! Quanti giardini, quanto prato! Non ci sono vicini che mi cacciano dal loro orticello, non ci sono bambini che allungano le mani nel tentativo di prendermi, non ci sono macchine... Ma è fantastico!
Me lo avevano detto che saremmo andati in posto bellissimo e che mi sarebbe piaciuto molto. Forse è proprio questo "quel posto"!
Continuo ad esplorare i dintorni. Si è fatto tardi ed è buio. Sdraiata a pancia un su, ammiro stupefatta il cielo stellato.
Sono stanca ed ho fame, non mangio da due giorni, voglio tornare a casa! Forse i miei padroncini si stanno preoccupando per me... Torno sui miei passi.
Mi sono persa. Come faccio a ritrovare il posto da cui sono fuggita? Se non sbaglio, sono vicina a dove sono entrata nel bosco...
Mi stanno cercando. Sento che mi chiamano... Miaoooooooooo, sono qui! Come faccio a raggiungervi? Voi mi sentite? Miaoooooooooo miaoooooooooooo miaooooooooooo!!!
C'è una casetta bianca... forse ci siamo... no, non è la stessa. Però so di essere vicina. Ringrazio mentalmente chi ha appeso al cancello la mia salviettina (quella che stava nel trasportino) e la sciarpetta di Marju, per agevolarmi nel ritrovare la casa. Infatti guidata dall'odore, la ritrovo. Le luci sono accese. Mi avvicino e loro mi vengono incontro. Sono felici di vedermi, ma io temo che vogliano rinchiudermi di nuovo e punirmi... mi allontano ancora.
Sono troppo stanca, affamata e disorientata per rimanere fuori tutta la notte. Mi decido ed entro in casa. Mangio due bocconi e trovo riparo nell'armadio, seminascosta dietro alcune borse. Poi quando loro dormono, li raggiungo sul lettone cercando di non svegliarli.
Giorno due
Stamattina mi sento proprio bene. Ho ripulito il mio bel pelo lucido, che ieri sera, da un bianco candido e nero era diventato grigio-marrone... Ho mangiato qualche croccantino, bevuto un pò di latte e sono uscita subito.
Voglio riprovare l'ebrezza di correre libera nei prati e rotolarmi nell'erba. E' troppo bello! Forse è la stessa emozione che provano i cavalli quando sono liberi e selvaggi... Certo, loro non possono rotolarsi nell'erba, sono troppo grossi... non sanno cosa si perdono!
Sto attenta a non allontanarmi troppo. Mi faccio un pisolo, crogiolandomi al sole.
Voglio farmi una passeggita ma è meglio che vada a controllare che quei due non mi combinino altri guai...
Torno in casa. E' tutto a posto, sono tranquilli e quando mi vedono mi fanno un sacco di feste! Comincia a piacermi questo strano luogo!
Sto per andare via ma penso che non ho ancora ben marcato il territorio. Torno dentro. Fatto! Adesso posso uscire!
Devo ricordarmi di non rimanere fuori troppe ore. Il tempo passa con una velocità impressionante!
Accidenti! Oggi, là fuori, ho fatto incontri poco piacevoli. Ho trovato un gruppo di gatti del quartiere, forse sono i padroni della zona... E non avevano certo intenzioni amichevoli! Sono certa che quando mi conosceranno meglio, mi accetteranno come loro amica e mi ameranno. Però, intanto, ho preso uno spavento tale... che la mia coda fatica a tornare nelle dimensioni normali.
Rientro di corsa ansimando. Meno male che la porta d'ingresso è aperta! Mi ritiro nell'armadio dove sto per il resto del giorno. Esco solo per mangiare e fare i miei bisogni.
Giorno tre
Sono stufa di restare chiusa dietro le borse. Giro un pò per casa. E' diversa, hanno cambato qualcosa, non è più così spoglia e, girando girando, ritrovo cose che riconosco.
Ho deciso che oggi non esco. Ho scoperto che sul retro della casa c'è una bellissima veranda dove posso stare indisturbata. Dal muretto dove sono appostata riesco a vedere e dominare il territorio circostante e rimango lì a godermi tutto il tepore del pomeriggio. Bello! Tutto sommato, i miei umani non hanno avuto una brutta idea a portarmi qui!
Siamo qui da una settimana e adesso che comincio ad ambientarmi e a conoscere meglio il posto, mi sento a mio agio. Vado e vengo come voglio. Quando ho qualche paturnia, mi infilo dietro le borse, aspetto che mi passi e via di nuovo!
Sono rientrata un pò prima oggi e, mentre Tino e Marju facevano dei lavori in casa, mi vado ad accomodare nel mio posticino.
Oh... dove cavolo è finito l'armadio? Non c'è più! Dovrò rimediare infilandomi in uno scatolone!
Non capirò mai la mania che hanno quei due lì di spostare e cambiare sempre tutto!!! Spero che rinsaviscano al più presto!

Eccomi nella nuova casa!
Miaoooooooooo! Con tante fusa, Sissy :-))
28 aprile 2012
giorni da incubo - parte prima
Ciaomiao, mi chiamo Sissy. Probabilmente mi conoscete già, perchè ho già avuto alcune apparizioni su questo blog come ospite d'onore. Marju parla spesso di me, le piace raccontare i "fatti miei".
Confesso che, ultimamente, sono un pò preoccupata per i miei umani, non capisco cosa stiano combinando, sono un tantino strani...
Credo proprio che siano impazziti, non si sono mai comportati in questo modo! Da prima c'è stato un viavai in casa, mobili spostati, una montagna enorme di scatoloni... La cosa mi divertiva anche, avevo molti posti nuovi per giocare a nascondino.
Un giorno, improvvisamente, mi hanno "spinta" nel trasportino, che io odio, e mi hanno portato in un luogo assurdo. Mi hanno posato su un tavolone di metallo e la signorina che mi ha fatto uscire, me ne ha combinate di tutti i colori. Fingeva di essere gentile, mi sorrideva e mi parlava dolcemente ma intanto esplorava le mie parti più intime, inserendo dei tubicini in tutti i miei orifizi. Una bruttissima esperienza!
E i miei due umani, che facevano? Marju se ne stava lì a guardare senza venirmi in aiuto! E Tino, con mio grande piacere, mi coccolava e cercava di farmi stare tranquilla. Ho molto apprezzato il gesto di Tino e per qualche tempo ho ricambiato il suo affetto, guardandolo con ammirazione, facendo le fusa e lasciandomi accarezzare, anche se, per un attimo, ho avuto il sospetto che volesse in qualche modo "fregarmi".
Hei, cos'è stato? Cosa mi ha punto sulla coscia?
Mi riportano a casa e mi danno da mangiare una cosa con un saporaccio che sembra medicinale... mi gira un pò la testa e le gambe non mi reggono bene, sarà meglio che vada a dormire.
Io non capisco, è vero che sono un pò ribelle e poco espansiva, ma cos'ho fatto di male? perchè mi trattano così?
Adesso vi racconto fino a che punto sono arrivati questi due!
Giorno uno
Mi ridanno da mangiare quel cibo schifoso e mi rimettono nel trasportino. Mi tengono lì dentro senza possibiltà di sgranchirmi un pò, per ore e ore. Io strillo, urlo e piango, loro.... niente, impassibili, anzi, mi sembrano piuttosto irritati.
Poi Marju mi tiene sulle sue ginocchia e attraverso le sbarre mi sussurra paroline amorevoli, mi rassicura, ma continuo a soffrire per il fatto di essere rinchiusa.
La gabbia più grande, che contiene gli umani e me, si apre, scendiamo e mi portano a mano. Facciamo due passi... per modo d dire.
Il posto dove andiamo è rumorosissimo, ci sono troppe luci, sto arrivando al limite della sopportazione!
Entriamo in una specie di camera e finalmente mi aprono la porta della gabbietta. Ma questa non è casa nostra! La camera è molto piccola e dopo una minuziosa ispezione del luogo, mi rendo conto che non c'è via di fuga.
Miaoooooo... ma che succede? Sono ferma e nascosta sotto il letto... sembra che balli tutto. Aiutooooooo! Mi sento male. Ho paura. Sono agitatissima.
Mi sparano in bocca quella cosa schifosa... che devo aver mangiato con i bocconcini il giorno prima... ma io, furbetta, ho sputato tutto.
Miaooooooo... Aiutoooooo! Si balla di nuovo, sto male da morire... il mio stomaco è sotto sopra. Vomito più volte.
Sono stremata. Credo di essermi addormentata un pochino, più che altro per la stanchezza.
Oh, che bello! Finalmente si può respirare un pò di aria fresca, però c'è troppo vento. Non ho idea di dove siamo, c'è molta acqua intorno e tanti cani al guinzaglio, che passeggiano vicino a me... altre due cose che non amo. Questa è l'unica volta per cui sono felice di essere nel trasportino.
E ricominciano i rumori assordanti. Risaliamo sulla scatola più grande, dove stiamo fermi, ma se sbircio fuori, vedo tutto che si muove in modo veloce.
Arriviamo in una casa che non ho mai visto e finalmente mi lasciano libera... Non è vero che sono libera, ci sono tutte le porte chiuse! Mi preparano da mangiare e la sabbietta per fare i bisogni. Io fingo di non vedere. Sono arrabbiatissima... che lo sappiano!
In casa ci sono delle persone che non conosco, sono diffidente e vado a nascondermi in un buco dove non mi troveranno tanto facilmente.
Non sento più le voci estranee... c'è silenzio e sento i miei umani girare per casa. Con circospezione e la dovuta cautela, esco dal mio nascondiglio. Intravvedo una porta aperta e in men che non si dica fuggo, raggiungo la libertà!
Prendo una direzione a caso, non conoscendo questo posto. Bene, andiamo ad esplorare! Comincia l'avventura....
...fine della prima parte
25 marzo 2012
Comunicazione di servizio
Come avrai notato, l'attività del blog è molto rallentata in questo ultimo periodo.Spero di tornare a pieno ritmo nel più breve tempo possibile.
Nel frattempo il sito GEMME&CRISTALLI rimane temporaneamente sospeso. Non sarà possibile effettuare ordini, ma potrai continuare a richiedere e ricevere gli ebook, scaricare le risorse gratuite del Club del Vero Benessere e leggere gli approfondimenti.
Scusandomi per il disguido e ringraziandoti per la comprensione, ti auguro una Felice e Straordinaria Pasqua!
11:28 Scritto da: marjuve | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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24 marzo 2012
e le chiamano bollicine...
Un giorno, stavo pranzando con una signora in gravidanza e ad un cero punto, alla fine del pasto, le ho offerto un Restorate, bevanda naturale, che, oltre ad avere un sapore gradevole, aiuta il processo di digestione e favorisce l'equilibrio acido/basico. Lei declina gentilmente la mia offerta e aggiunge che, essendo incinta, deve stare attenta a tutto ciò che "manda giù".
Complimentandomi per questa sua "attenzione", le ho spiegato che... se mangia normalmente frutta e verdura, se beve succhi di frutta, può prendere tranquillamente il Restorate, che non può certo farle male, anzi, tutt'altro, perchè non ha tutti gli additivi e gli zuccheri che un succo, trovato normalmente in commercio, contiene. Stavo per elencare tutti i benefici derivanti dall'assunzione di minerali e oligoelementi, quando mi ha bloccato in modo deciso, ribadendo: no, no... devo proprio stare attenta!
Per farla breve, arriva il cameriere e lei che fa? ordina una Fanta... che di naturale non ha proprio niente... e chissà quali porcherie contiene. Ma come??? non deve stare attenta a tutto quello che ingerisce?
Questo aneddoto, mi da lo spunto per introdurre il post di oggi. Oggi sfatiamo un mito: la Coca Cola.

Considerata la bevanda "ideale" che accompagna una buona pizza, tutti, più di una volta in vita nostra, abbiamo bevuto la coca cola ... Poi c'è chi esagera, chi pasteggia solo con questa bevanda, per alcuni addirittura è l'unico liquido ingerito nell'arco di una giornata.
Sono stati diffusi in internet parecchi articoli sul danno che produce la coca cola nel nostro organismo, girano molti video, anche piuttosto cruenti, in cui si vede proprio il processo di corrosione, una volta che questo liquido raggiunge il nostro apparato digerente.
Il dottor Claudio Capozza, sul suo sito www.omeonet.info, spiega in modo mollto chiaro e semplice, cosa è questa coca cola e, se proprio vogliamo, troviamo un suggerimento di come usarla in " modo alternativo", cioè... come disincrostante.

Ti lascio alla lettura dell'articolo.
STAI BEVENDO IL GIUSTO QUANTITATIVO DI ACQUA CHE DOVRESTI BERE TUTTI I GIORNI?
Non è affatto strano che la Coca Cola abbia un buonissimo gusto; ed in questo sta l'inganno.
Ma si deve sapere che:
1) in molti stati USA, la polizia stradale trasporta in auto circa 9 litri di Coca Cola per rimuovere il sangue sulle strade dopo un incidente.
2) Si può mettere una bistecca in un contenitore di Coca Cola e dopo due giorni non la si trova più.
3) Per disincrostare un Water, si può usare Coca Cola, lasciandocela almeno un'ora; così saranno cancellate ogni macchia ed ogni incrostazione, ad opera dell'acido in essa contenuto.
4) Per rimuovere macchie di ruggine dal paraurti di una automobile, si può strofinare lo stesso con un foglio di alluminio, prima accartocciato e poi immerso nella Coca Cola.
5) Per pulire il corrosivo che si trova sui poli di una batteria di automobile, si può usare il contenuto di una Coca Cola.
6) Per svitare un bullone arrugginito, si può usare una pezza imbevuta di Coca Cola ed applicarla sul bullone per qualche minuto.
7) Per rimuovere grasso da abiti da lavoro da Meccanico e simili, si può svuotare un barattolo di Coca Cola nella lavatrice, aggiungere detersivo e fare un ciclo di lavaggio normale.
Si può usare Coca Cola anche per pulire il grasso sui vetri dell'automobile.
E per ulteriore informazione si deve sapere che:
9) L'ingrediente attivo della Coca Cola è acido fosforico a Ph 2,8 che discioglie un'unghia che vi sia immersa, in circa quattro giorni.
10) Sui camion da trasporto della sciroppo di Coca Cola concentrato, si deve usare la dicitura 'Materiale Pericoloso e Corrosivo'.
11) I distributori di Coca Cola hanno usato questo sciroppo concentrato per pulire i motori dei loro camion per più di venti anni.VUOI ANCORA BERE COCA COLA?
Si ringrazia Patrizia Gentile per la ricerca e le traduzioni. - Dott. Claudio Capozza
In questo post non spiego cos'è e cosa fa il Restorate. Per avere maggiori informazioni clicca qui
10:17 Scritto da: marjuve in benessere | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: benessere, alimentazione, nutrizione, coca cola, restorate | OKNOtizie |
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11 marzo 2012
voglio vivere così... con ottimismo
Pubblicato per la prima volta nel 1912 nel libro di Christian D. Larson: “Your forces and how to use them”, (qui riportato sotto forma di dichiarazione e intenzione personale) è stato adottato nel 1922, e utilizzata tutt'oggi in versione ridotta, da Optimist International, una organizzazione a livello mondiale che ha lo scopo di creare cambiamenti positivi. Negli ospedali, il credo è stato utilizzato per aiutare i pazienti a superare la malattia. Negli spogliatoi, gli allenatori l' hanno utilizzato per motivare i propri giocatori.
il Credo dell'Ottimista
Prometto a me stesso.
- Di essere così forte da non permettere a niente e nessuno di disturbare la mia pace interiore.
- Di parlare di salute, felicità e prosperità a chiunque incontro.
- Di far sentire a tutti i miei amici che c’è qualcosa di bello in loro.
- Di guardare il lato luminoso di ogni cosa e rendere vero il mio ottimismo.
- Di pensare solo al meglio, di lavorare solo per il meglio e di aspettarmi solo il meglio.
- Di essere entusiasta dei successi altrui come lo sono dei miei.
- Di dimenticare gli errori del passato e concentrarmi sui grandi traguardi del futuro.
- Di avere sempre un’espressione felice e fare un sorriso a tutte le creature che incontro.
- Di dedicare talmente tanto tempo a migliorare me stesso da non avere tempo per criticare gli altri.
- Di essere troppo grande per le preoccupazioni, troppo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
- Di pensare bene di me stesso e di proclamarlo al mondo, non ad alta voce, ma con grandi sfide.
- Di vivere nella fiducia che il mondo intero è dalla mia parte, fino a che sono fedele al meglio che è in me.
09:07 Scritto da: marjuve in crescita | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
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02 marzo 2012
c'è un volo che parte alle 6.40
Il titolo vero dovrebbe essere "C'era un volo che partiva alle 6.40... "
Sottotitolo: merda, ho perso l'aereo!
2 minuti, soltanto 2 minuti e forse ancora meno, possono cambiare il corso degli eventi.
In termini di pura cronaca, i fatti si sono svolti così: volo ore 6.40; il gate chiude alle 6.10. Sveglia prestissimo per essere all'aeroporto in orario e... via nella notte. Ci sono molte probabilità che arriviamo prima del previsto, non c'è in giro proprio nessuno!
Lungo la strada spicca nel buio l'insegna luminosa di un bar. Un bar aperto alle 5 del mattino, che figata, sembra un miraggio! C'è tutto il tempo per bere un caffè. Inversione di marcia e sosta veloce al bar. Che meraviglia! Un caffè è proprio quello che ci vuole! Un buon caffè caldo ti riconciglia col mondo... che sta ancora dormendo.
Si riparte di corsa.
L'aeroporto è vicinissimo e una volta arrivati facciamo la procedura per la consegna dell'automobile noleggiata. Fortunatamente i biglietti sono già stati fatti online, è tutto ok.
Arriviamo felici e soddisfatti davanti al gate... CHIUSO, da 2 minuti.
Il fatto è, che perdere un aereo non è esattamente come perdere un treno, per quanto anche questo possa essere antipatico e irritante. Perdere un volo comporta un sacco di noiose e sgradevoli conseguenze. E anche se si fosse trattato di un treno... c'è il mare di mezzo, non saremmo riusciti ad andare oltre l'isola. Difficile lasciare la Sardegna in treno!
Non è stata certo una consolazione sapere che non eravamo gli unici ad aver avuto lo stesso inconveniente.
Proprio nei giorni scorsi, pensavo che molte delle persone che conosco, arrivano sempre in ritardo. E mi sono chiesta come può essere che attraggo sempre ritardatari, visto che io sono tendenzialmente puntuale, anzi cerco sempre di arrivare in anticipo, tanto che, in qualche occasione, sono riusciti persino a farmi sentire in colpa perchè sono arrivata in orario perfetto.
Quando, per un qualsiasi imprevisto, anche io sono in ritardo, non ci sto bene e mi prende l'ansia (ansia è una parola che ho deciso di bandire dal mio vocabolario e dalla mia vita... qualche volta riesce ancora a fregarmi!). Poi penso alle persone che mi fanno spesso attendere e mi dico: "e che sarà mai? per una volta che sono in ritardo io, mica casca il mondo!"
In effetti, il mondo non cade, ma un piccolo ritardo modifica sostanzialmente un sacco di cose...
22 febbraio 2012
un piccolo, grande dono
Una buona idea per fare un regalo, ottima per ogni occasisone (idea che io tengo sempre di scorta quando devo fare un pensierino o non so proprio dove andare a parare), è un librico piccolissimo e molto grazioso. Le persone a cui l'ho regalato, lo hanno sempre apprezzato molto.
Immagino cosa stai pensando, sei già pronto ad obiettare: ma se non gli piace leggere? Fa niente! Tranquillo, questo piace davvero a tutti, grandi e piccini. E' oggettivo!
Piace perchè il libro è molto carino, simpatico, "diverso" nella grafica e nelle immagini da come immaginiamo un libro... ad esempio, di fiabe. Piace perchè è leggero e molto profondo nello stesso tempo. Piace perchè arriva direttamente al cuore. Piace perchè bastano pochi minuti, ma davvero una manciata di minuti per leggerlo, tanto che se ne pubblicassi il testo su questo blog, riempirebbe solo lo spazio di un post, o poco più.
Non ci credi? Te lo dimostro, facendotene dono. Buona lettura!
Il libro è: La piccola Anima e il sole di Neale Donald Walsch (lo trovi su Macrolibrarsi.it)

C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: “Io so chi sono!“ Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore.
“Sono la Luce! Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso.
“È proprio vero! Tu sei la Luce.” La Piccola Anima si sentì tanto felice, perché aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare.
“Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!” Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente.
Sentiva crescere dentro di sé una certa agitazione, perché voleva essere ciò che era.
Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri essere Chi È in Realtà) e, dopo aver esordito con un:
“Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?” E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?” Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!”
“Ma tu sei la Luce”, ripeté Dio, sorridendo di nuovo.
“Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima.
“Eh, già” ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina,
“avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura.”Poi cambiò espressione.
“Però, però… C’è un problemino..”“Di che si tratta?”“Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perché non c’e’ niente che tu non sia.”“Ehh?” balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo.
“Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è.
E il sole non sarebbe il Sole senza di te.
Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella… perché non risulterebbe altrettanto splendente.
E, dunque, la domanda è questa:
"Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati ?”Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione!”
Lui sorrise di nuovo.
“L’ho già trovata”, affermò.
“Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce,
verrai sommerso dalle tenebre.”
“E che cosa sarebbero queste tenebre”
“Sono ciò che tu non sei” fu la Sua risposta.
“Mi faranno paura?”
“Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio.
“In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.”Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.
Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose
quando ci appare il loro esatto opposto.
“E questa è una vera benedizione”, affermò, “perché, se così non fosse,
tu non riusciresti a distinguerle. Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, ne’ che cos’è Su se non ci fosse Giù, ne’ Veloce senza Lento.
Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero Là e Poi.
Perciò – concluse - quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle.
Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera.
Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno.
Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!” Intendi dire che non è sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima.
“Ma naturalmente!”ridacchiò Dio.
“È sicuramente un bene! Rammenta, però, che <speciale>
non significa .
Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio!
Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa
esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.”“Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia.
“Posso essere speciale quanto voglio?”
“Oh, si, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta.
“In che modo ti va di esserlo?”
“In che modo? Non capisco.”
“Beh”, suggerì Dio, “essere la Luce non ha altri significati, ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi.
Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi.
E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti.
Ti vengono in mente altri esempi?”La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere.
“Ne ho trovati un sacco!” esclamò infine.
Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici.
Essere premurosi nei confronti del prossimo.
Ecco, questi sono modi per essere speciali!”.“Si!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento.
Ecco che cosa significa essere la Luce.”“So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere! annunciò la Piccola Anima
sprizzando felicità da tutti i pori.
E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata .
Non è forse speciale essere indulgenti?“Oh, certo”, assicurò Dio. “È molto speciale.”
“Va bene, è proprio quello che voglio essere.
Voglio saper perdonare.
Voglio Fare Esperienza in questo modo.”“C’è una cosa però che dovresti sapere.”
La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza.
Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione.
Che c’è ancora?” ribatté con un sospiro.
“Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio.
Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito.
“Nessuno”, ripeté il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto.
Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.”Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla.
Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perché si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare.
Osservando le innumerevoli altre anime radunate lì intorno, non poté fare a meno di dare ragione al Creatore.
Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta.
Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.
“Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio.
“Accidenti, mi sa proprio che non divertirò!
Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona.
Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso.”
La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa di prova a essere tristi.
Ma un’Anima Amica si fede avanti tra la folla e disse:
“Non te la prendere, io ti aiuterò.”
“Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?”
“Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!” qualcosa che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza." “Ma perché? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima.
“Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti!
Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te
-che sei in grado di danzare in cima alle stelle
e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero-
a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere
questo atto malvagio? "“E’ semplice”, spiego’ l’Anima Amica, “perche’ ti voglio bene.”Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
“Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima.
Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?
Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io.
Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico,
abbiamo ballato.
Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi.
Solo che non te ne rammenti.
“Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giù,
la Sinistra e la Destra, il Qui e il Là, l’Adesso e il Poi;
e anche maschio e femmina, bene e male:
siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore.
Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato;
e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità
di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.”
“E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica,
“io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il .
Commenterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile,
e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni
di Colui Che Perdona”.“Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?”“Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio, “ci faremo venire qualche bella idea”.
Poi soggiunse a voce bassa:
“Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa”.“E quale sarebbe?”“Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa.
Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono.
E quindi, ti chiedo in cambio un favore.”
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava:
“Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!”Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese:
“Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!“E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio.
“Ognuno di voi lo è! E rammentatelo sempre:
Io vi ho mandato solo angeli.”
A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio
di esaudire la richiesta e chiese di nuovo:
“Che cosa posso fare per te?”
“Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare,
in quello stesso istante …”
“Si? Si…"
“Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica
gravemente.
“Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!”
“Bene”, commentò l’Anima Amica, “perché, vedi, dopo che
avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono.
E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo.
Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremo perduti entrambi.
E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse
in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.”
“No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima.“Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono:
l’opportunità di provare Chi Sono.”
Quindi, l’accordo fu fatto.
E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare.
Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che con il suo amore l’aveva resa possibile.
E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza –specialmente tristezza- ricordava quello che aveva detto Dio.
“Rammentatelo sempre”, aveva affermato con un sorriso,
“Io vi ho mandato solo angeli”. *_*
13:34 Scritto da: marjuve in libri, crescita | Link permanente | Commenti (4) | Segnala
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