22 gennaio 2012

c'era una volta una conchiglia....

Ringrazio l'amico Andrea della Locanda La Jacaranda di Sant'Antioco, per avermi fatto conoscere questa bellissima storia, :-)) 


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la conchiglia

C'era una volta su una spiaggia tropicale una bellissima conchiglia fatta di sabbia e madreperla, a forma di cono e tutta arabescata con volute e curve sinuose che nessuno scultore al mondo avrebbe mai potuto immaginare.
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20:53 Scritto da: marjuve in minerali | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: minerali, racconti, conchiglia, emozioni | OKNOtizie | |  Facebook

16 gennaio 2012

graziegraziegraziegraziegrazie

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Ne hanno parlato tutti e ne stanno parlando ancora. Mi riferisco al libro di Fabio Marchesi "GRAZIE La tecnica del campo G.I.A.".

E fanno bene a parlarne, poichè la tecnica è straordinaia e straordinariamente semplice e facile. E' tanto semplice da sembrare banale, ma efficacissima. La sigla G.I.A. sta per "Gratitudine Incondizionata Anticipiata. 

Il libro pur essendo molto piccolo, sia nel formato che nel numero di pagine, è grandioso e accattivante. Contiene informazioni molto chiare, comprensibili, essenziali, utilissime.

Avevo già letto qualcosa di Marchesi e, devo ammettere con schiettezza, non mi era piaciuto molto e lui non mi era particolarmente simpatico. Poi ho approfondito, guardato alcuni suoi video e mi sono ricreduta. Oltre a trasmette molto entusiasmo, l'ho trovato anche simpatico e molto ironico.

Torniamo alla tecnica G.I.A. Sappiamo che la gratitudine è uno dei sentimenti più straordinari e potenti che esistano. Esprimere gratitudine per ogni cosa, anche la più piccola, compie una trasformazione nella nostra vita e, secondo la legge dell'attrazione, ci porta ad attrarre e manifestare sempre più cose per cui essere grati, sempre più abbondanza.

Questo è il punto. Noi siamo grati e apprezziamo ciò che abbiamo, i risultati ottenuti, quegli eventi che, anche grazie a condizioni esterne, ci fanno stare meglio. Non lo facciamo mai prima che qualcosa sia già accaduto o si sia già manifestato.

La tecnica GIA suggerisce di ringraziare in anticipo, anche in modo generico e senza aspettative particolari.  GRAZIE, basta dire GRAZIE, ripetere la parolina magica e sorridere. Tutto qui. 

Dire GRAZIE, non ti impegna, lo puoi fare in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza. Cosa si può ottenere da una tecnica così semplice?

Riporto dal libro di Marchesi "Rende il proprio Divenire più Facile, Veloce, Felice e Fortunato.Migliora lo stato emotivo, può guarire il corpo e farlo essere più Bello, Forte,Sano e Vitale. Può guidare intuitivamente verso chi è potenziante e distrarre,allontanare da chi e da cosa è limitante, d'impedimento. Rende più facile realizzare i propri Desideri. Può far vedere, sentire, scoprire, intuire, inventare, vivere condividere cose nuove, di cui essere poi, Felicemente Grati. Può far Amare ed essere Amati più di quanto si possa ricordare o immaginare. Può far arricchire, anche liberando il proprio Divenire da paure infantili e pregiudizi limitanti. Ti fa essere vero Bene, oltre qualsiasi interpretazione o giudizio."

Direi che ne vale proprio la pena... Ringrazia sempre! Ringrazia in anticipo!

Ora ti parlo della mia esperienza. La prima volta che l'ho applicata, avevo distorto una caviglia, un dolore... "dolorosissimo". Tutto mi veniva in mente, tranne che ringraziare! :-( Però, perchè non provare?  Dopo aver ripetuto GRAZIE per parecchie volte al giorno, il dolore è sparito completamente! Ma ancora l'avevo presa sottogamba... nel senso che "ok ha funzionato" ed è finita lì.

In questi giorni ho fatto un viaggio importante ed ho usato la tecnica G.I.A. in modo massiccio. Non ho smesso un solo istante di dire GRAZIE GRAZIE GRAZIE. In ogni momento del giorno e della notte, in ogni attimo di silenzio e anche quando la mente era occupata in altri ragionamenti. Addirittura, quando mi svegliavo di notte, il primo pensiero era GRAZIE e ripetevo GRAZIE GRAZIE GRAZIE quasi in automatico!

L'effetto della tecnica G.I.A. lo si sente anche a livello di benessere. Ci si sente sereni, in armonia, di buon umore, leggeri e in pace.

Ovviamente le cose sono andate tutte per il verso giusto e nel migliore dei modi. Sono tornata a casa con il risultato che desideravo. Ma non solo... mi si sono spalancate molte altre porte. Sembra che le opportunità mi stiano venendo incontro! :-)

Com'è bella la vita!!!

GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE 

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03 gennaio 2012

voglio sapere...

I vecchi Dakota erano saggi… Loro sapevano che il cuore di un essere umano che si estranea dalla natura, s’indurisce; loro sapevano che la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto cio’ che cresce, presto lascia morire anche il profondo rispetto per gli uomini.

Non voglio sapere  

 ( Orso in Piedi - indiano Dakota)

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Non m'interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non m'interessa quanti anni hai voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare uno stupido per amore, per i sogni, per l'avventura d'essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo cuore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo, se puoi ancora ballare pazzamente e lasciare l'estasi riempirti fino alle punta della dita senza prevenirci d'avere cautela di essere realisti o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.

Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l'accusa di tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.

Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni... e se sei capace di far sorgere la tua vita con la sua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo e mio, e continuare a gridare all'argento di una luna piena.

Non m'interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai, m'interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste e spaccato in due, e fare quel che si deve fare per i bambini.

Non m'interessa chi sei o cosa hai fatto per arrivare qui.

Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco insieme a me e non retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato  o con chi o dove.

Voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non lo ha fatto.

Voglio sapere se stai da solo con te stesso e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.

Il bastare a se stesso infatti è la vera ricchezza di natura, ed essendo poveri di desideri si possiede tutto ciò che si desidera perfino l'autenticità di se stessi!

22:56 Scritto da: marjuve in poesia | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: poesia, indiani dakota, riflessioni | OKNOtizie | |  Facebook

25 dicembre 2011

quasi un sabato qualunque

decorazioni.jpgL'ho fatto anch'io. Dopo aver protestato, brontolato ed essermi lamentata per il solito aspetto commerciale del Natale... 

Ho sentito al tg la notizia: "ultime ore per fare gli acquisti di Natale!...  corse per trovare i regali dell'ultimo munito....  E dopo aver espresso la mia indignazione (pubblicamente, su FB) "ma che è??? è diventato un obbligo???? e si sono dimenticati di ricordarci che "c'è la crisi".... come mai???" .... ci sono cascata anch'io.

Ieri, vigilia di Natale, ore 18.00 sono andata in un centro commerciale. Non per fare gli ultimi regali... mi piace fare regali, mi riempiono di gioia,  mi piace stare con gli amici e le persone che amo... ma non quando ma non quando vengono imposti, non nelle feste obbligate.

Al centro commerciale sono andata perchè avevo un buono di rimborso per un acquisto sbagliato, in scadenza. Pensavo che a quell'ora la gente si stava occupando del cenone e non avrei trovato code. Mi sbagliavo di grosso! 

Arrivo e vengo abbagliata, letteralmente e improvvisamente abbagliata... (un male agli occhi!) dalle illuminazioni natalizie... un bagliore accecante di lampadine e scritte blu, rosse, bianche e argenteo-dorate. Che spettacolo... orrendo!

All'interno, nessuna magica atmosfera. Sembrava di essere in un sabato qualsiasi con i negozi super affollati... se non fosse stato per le canzoncine di Natale che si sentivano dagli altoparlanti. Che tristezza!

Nessuno che sorrideva, tutti di corsa, frenetici... Commessi stressati, comprensibilmente stanchi, poco disponibili e un tantino scorbutici. Non ho sentito nessuno scambiarsi gli auguri o dirsi una frase gentile... bambini strattonati... un gran vociferare. 

Ma chi me lo ha tatto fare? Già quando ci vado in un periodo normale, esco che sono stordita... Beh, in fondo me lo sono cercata.

Ero focalizzata su questo aspetto negativo  e questo è quello che mi è stato mostrato.  Non ho nemmeno lontanamente pensato di trovare qualche sfumatura diversa.

Il lato positivo di questa faccenda è che mi ha fatto ritrovare il desiderio di cercare un contatto intimo con l'essenza del Natale, col significato più profondo del Natale, che questa volta, più di ogni altro anno, ho sentito molto molto lontano.

Quindi... un pensiero di gratitudine va al centro commerciale, ai commessi che certamente avrebbero voluto essere da un'altra parte, alle luci scintillanti... ai clienti che mi facevano da specchio (la mia espressione e il mio atteggiamento, in questa circostanza, non erano certo differenti dai loro) ...e al silenzio che, una volta a casa, mi ha permesso di ritrovare, nel mio cuore, il valore e il vero significato di un evento che si ripete puntualmente ogni anno per ricordarci il senso della rinascita e della vita.

14:23 Scritto da: marjuve in vita | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: riflessioni, natale, festività, regali | OKNOtizie | |  Facebook

19 dicembre 2011

buone feste!

a u g u r i    a u g u r i   a u g u r i   a u g u r i

14:09 Scritto da: marjuve | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook

15 dicembre 2011

Sardegna da gustare

Eccomi rientrata, dopo la pausa Sardegna.

Dovrei scriverne pagine e pagine, tanto è stato intenso e coinvolgente il viaggio, bellissimi e incantevoli i luoghi visitati, fantastiche le persone incontrate. Per non parlare della temperatura eccezionale, pareva di essere nel mese di giugno invece che a dicembre...  

E i colori... E i sapori...

Mica ti aspetterai in resoconto preciso del tuor, vero? Meno male, perchè non è questo l'argomento del post... 

Una sorpresa, per me, è stato scoprire che un vegetariano se la cava benissimo in una terra dove la cultura della carne è molto forte...

Eccetto un paio di volte in cui, per "necessità" (tradotto: fame), ho dovuto ripegare su piatti non propriamente vegetali, ho sempre mangiato benissimo ed abbondantemente... 

Quindi, mi sembra quasi doveroso pubblicare una ricetta che, tra l'altro, ho avuto modo di di gustare durante la mia prima cena sarda: i Malloreddus al Pecorino

I Malloreddus, sono un vanto della tradizione sarda e non mancano mai sulle tavole nelle occasioni più importanti. 

saperlo_come-preparare-i-malloreddus-al-pecorino.jpgRicetta per 4 persone: (anche solo per tre, se siete dei mangioni e dei golosoni.. ) 

Ingredienti: -Pasta malloreddus 400 gr -Pecorino sardo fresco 350 gr -Pepe nero macinato fresco abbondante -Sale q.b. -Zafferano1 bustina

La preparazione è semplicissima.

Portare ad ebollizione dell'acqua, che deve essere abbondante, salare e versare i malloreddus. Mentre cuociono, grattugiare il formaggio, metteterlo in un recipiente e lasciarlo sciogliere a bagnomaria.

Se dovesse servire, aggiungere poca acqua calda di cottura della pasta per favorire lo scioglimento del pecorino.

Quando il formaggio sarà ridotto a una crema, aggiungere lo zafferano in polvere (in alternativa è possibile anche farlo tostare sulla fiamma  e sfarinarlo)  e mescolarlo alla crema di pecorino. 

Una volta cotti ma ancora al dente, condire con la cremina i malloreddus ben scolati,  amalgamare bene il tutto e servire caldi spolverizzandoli con abbondante pepe nero macinato al momento.

Curiosità: il termine Malloreddus, deriva da Malloru che nel sud della Sardegna indica il toro e significa “vitellini”. Il nome Malloreddus probabilmente è stato associato a questo tipo di pasta dalla particolare forma panciuta che nell’immaginario dei pastori li faceva assomigliare a dei piccoli vitellini.                                                                                             

23:03 Scritto da: marjuve in cose di casa | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: sardegna, cucina, ricette, malloreddusvita, sard | OKNOtizie | |  Facebook

29 novembre 2011

ventinovenovembreduemilaundici

       GRAZIE GRAZIE GRAZIE

5 pie girandola-multicolor333.gifUna data da ricordare, da segnare sul calendario a caratteri cubitali e con il pennarello dorato. 

Oggi celebro l'inizio di un nuovo ciclo: il primo giorno della mia 

NUOVA VITA

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00:05 Scritto da: marjuve in vita | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook